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Palazzo dei Baroni Amatucci. Bene di interesse storico-artistico per esplicita disposizione ministeriale, è sede del Municipio. Di impianto settecentesco, è ospitato nelle sue cantine il Museo del Lavoro. Da vedere la cappella privata dei Baroni Amatucci, nella quale erano conservate le reliquie di San Potito martire e le copie di brevi apostolici. Impreziosito con importanti portali e giardini interni, vi si svolgono numerose iniziative culturali.

Opificio della vecchia Ramiera. Sorto agli inizo dell'800, nella omonima contrada "di fabbrica", è stato recentemente acquisito al patrimonio comunale per farne una fabbrica-laboratorio. Contiene quasi tutta la strumentazione originaria, compresi due magli a doppia battente e resti del sistema di ingegneria idraulica che alimentava l'attività di lavorazione.

Congrega SS. Maria del Soccorso. Costruita nel XVI sec., come pertinenza del Palazzo Marchesale, è di proprietà della Congrega SS. Maria del Soccorso.

Chiesa di S. Antonio di Padova. Sorta nel XVIII sec. con importante portale con decorazioni floreali, frutta e volatili. Aggiunta ad essa la Torre Campanaria del XVII sec.

Accanto ai luoghi di culto ed ai beni architettonici di proprietà comunale, sono presenti palazzi di origine gentilizia di proprietà privata. Risultano di notevole valore architettonico il Palazzo Tecce-Maffei (XVIII sec.), con giardino di forma regolare e cortile interno in pietra. Di notevole pregio è la biblioteca di famiglia in esso conservata; Palazzo Cimirro (XIX sec.) con importante portale e finestre con cornici in pietra; Complesso ex Convento dei Cherubini (XIX sec.) con un caratteristico susseguirsi di portali ed una suggestiva corte interna; Palazzo Natellis (XVIII sec.) con portali che "incorniciano" l'ingresso al paese.